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venerdì, 28 aprile 2006

Convegno

Sono in attesa dell'inizio di un evento che si terrà qui a Pistoia, fortemente voluto dalla Pubblica istruzione di questa città, a cui parteciperanno anche esponenti del settore provenienti da fuori Pistoia. Più si avvicina l'ora giusta e più che mi sento fuoriluogo, perchè come sempre le cose vanno fatte con un minimo di incoscenza per far sì che riescano bene. Domani pomeriggio saprò dire qualcosa di meglio.


postato da: rachelenoferini alle ore 08:56 | link | commenti
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mercoledì, 26 aprile 2006

Liberazione

E’ stato veramente divertente, proprio come me lo aspettavo e forse con qualche elemento sorpresa in più, il che non fa mai male. Persone con le quali era una vita che non mi vedevo e che ugualmente si sono dimostrate piacevolmente allietate dalla mia presenza; e poi nuovi incontri, sfortunatamente non maschili, ma pur sempre interessanti. Soprattutto gente che non ha per niente voglia di rompersi le scatole a vicenda, a parte qualche coro da stadio di troppo. Non c’è neanche bisogno di dirlo che il completamento della giornata si è concretizzato al momento in cui è apparsa anche la mia luce di vita ed è arrivata proprio nel momento più opportuno per non annoiarsi troppo e godere anche lei della situazione. A dirla tutta qualcosa mi è mancato, ma non come poteva succedere in altri momenti, mi sono sentita veramente libera di essere me stessa senza vincoli di alcun genere, senza dovermi giustificare con chicchesia. Sì, certo, ho esagerato un po’ con il vino, ma anche quello faceva parte del pacchetto offerto dalla festa e comunque sono riuscita a tener a bada anche la stortura, visto che sono rimasta presente fino alle otto e che sarei andata anche oltre. Sono arrivata a buon punto con il lavoro su me stessa, adesso devo fare l’ultimo sforzo, quello più difficile, ma allo stesso tempo anche più redditizio, per quanto riguarda l’autostima. Mi devo voler bene fino in fondo e poi potrò ricominciare a viaggiare anche io. Dove? Per esempio New York, tanto per cominciare.


postato da: rachelenoferini alle ore 08:10 | link | commenti
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giovedì, 20 aprile 2006

Fiore

So che dovrei scrivere quando sono particolarmente ispirata , piuttosto che quando ho qualcosa di interessante da dire. Ma stamani non sono in nessuna delle due situazioni elencate e voglio scrivere ugualmente. Ho appena trascorso una nottata incredibile, densa di sogni allucinanti, in parte a risvolto politico e in parte dedicati ai miei rapporti sociali quasi del tutto assenti. Non starò qui a descrivere i particolari, ma era veramente tanto tempo che non mi sentivo così partecipe dei miei sogni; sarà merito dei peperoni di ieri sera a cena o della mia lenta ripresa in possesso del mio inconscio. La situazione che mi ha più infastidito è stata quella di rendermi conto che la mia amica Silvia non mi calcolasse più nei suoi momenti di comunione con il resto del mondo ed io ero talmente presa dal dispiacere che non mi interessavo neanche a mia figlia, la lasciavo alle cure dei miei genitori.


postato da: rachelenoferini alle ore 09:45 | link | commenti
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domenica, 16 aprile 2006

Postumi

Sono soddisfatta ? Non ne sono molto sicura. Si fa molta confusione quando ci si trova di fronte ad una nuova realtà ed io sono l’asso dell’indecisione, dell’imbarazzo, mai come questa volta. Lo so che se non specifico il soggetto del mio discorso non posso coinvolgere molte persone per confrontarsi con le mie idee, ma queste mie riflessioni spesso sono soltanto veri e propri sfoghi contro il vento. D’altra parte non è che mi possa permettere qualcosa di più significativo di quello che mi è capitato. Sarà che per certe cose non riesco a crescere e vorrei sempre potermi appigliare a quelle due o tre certezze che tali situazione dovrebbero garantire. Credo di dovermi fermare qua perchè non sono ancora molto capace di ragionare su effetti troppo recenti.


postato da: rachelenoferini alle ore 10:26 | link | commenti (1)
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mercoledì, 12 aprile 2006

Paradossalmente

Quello di cui in certi momenti mi dispiaccio molto è di non aver un interlocutore adatto agli argomenti di cui vorrei trattare. Sembra una cosa da niente, ma non trovo soddisfazione neanche a cominciare una discussione, piuttosto che un’impressione della giornata trascorsa, se lo devo fare con i miei genitori; senza parlare dei discorsi guidati che affronto con Zoe, che nonostante abbia una notevole capacità di intrattenere una conversazione, gli argomenti sono sempre piuttosto circoscritti. A volte sembra che se certi episodi accadutimi non riesco a raccontarli potrebbero svanire come se non li avessi mai vissuti e così trascorre il tempo senza lasciare ricordi significativi. Come se la mia esperienza si bloccasse all’interno di una bolla d’aria che aspetta di essere esplosa dal vento. Lo sapevo che la mia modestia eccessiva mi avrebbe prima o poi portato delle spiacevoli conseguenze; anche perché mista alla modestia dentro di me c’è l’aspetto esattamente contrario, cioè il "voler troppo" che tutti sanno essere portatore di "nulla stringere".


postato da: rachelenoferini alle ore 08:27 | link | commenti
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lunedì, 10 aprile 2006

Forse dovrei arrabbiarmi di più per eventi che apparentemente non mi disturbano e mantenere la calma per altri aspetti della vita che invece mi fanno arrivare il sangue sporco al cervello.

"Cosa ti credi di aver fatto lasciandomi a bocca asciutta dopo un mese di astinenza? Senza contare che sei stato tu ad alimentare l’attesa; sarei comunque stata felicemente e pazientemente capace di far trascorrere un po’ di tempo, ma dirmi che saresti venuto e poi non farti sentire credo sia un comportamento scorretto, per non dire di peggio. In questi casi sono bravissima ad accettare delle scuse qualsiasi, in quanto siamo conoscenti, ma le nostre vite sono veramente a 300 Km di distanza e qualsiasi motivazione per me sarebbe stata valida. Dopo aver capito che neanche il mezzo più squallido poteva metterci in contatto, mi sono resa conto di cosa stava accadendo: mi ero semplicemente illusa che uno come te potesse interessarsi ad una come me. Detto così non vuol dire niente, ma nel mio cuore questa frase acquisisce un profondo significato; perché per me sei e sei stato una persona di enorme valenza. Inizialmente pensavo a te come alla possibilità per me di rivalutare il mio stile e la mia eleganza; finalmente avevo ritrovato le qualità di partenza della mia personalità. Ma nessuno mai mi ha trattata con così poca attenzione e dedizione. Le tue ultime parole rivolte a me sono state :"Mi aspetti?". Lo sai benissimo che questa è una delle mie migliori doti, la mia capacità di aspettare, soprattutto te. Ma se te ne approfitti non sai con chi hai a che fare. Sì, sono disposta ad aspettarti più di quanto non ti immagini, ma se poi ti riveli per come io non ti ho conosciuto, allora le cose cambiano. Per quanto ti sia fatto un’idea della mia persona e della mia vita, sappi che non sono ancora al livello di annientarmi per qualcuno. Nonostante tutto come ho già detto sono disposta ad ascoltare quello che hai da dirmi o che non hai da dirmi, ma da adesso sento che qualcosa è cambiato e ne sono veramente mortificata."

Come sono brava ad inventare situazioni pseudo-romantiche. Comincio a sentirne veramente la mancanza, ecco perché la mia testa parte per la tengente, non appena le do il via.


postato da: rachelenoferini alle ore 08:38 | link | commenti
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venerdì, 07 aprile 2006

Le notizie di attualità difficilmente mi daranno spunto ad una qualche riflessione immediata perché spesso mi capita di reagire a scoppio ritardato; magari al momento tutto mi passa in secondo piano e dopo qualche tempo riaffiorano impressioni. Vorrei piuttosto parlare di ciò che veramente mi fa aprire le viscere in questi giorni: non sopporto più di dover indossare pile su pile e nonostante questo, continuare a sentire il freddino che non ti fa rilassare le membra. Lo so che questo è un discorso poco considerevole rispetto ai milioni di problemi esistenziali di questo mondo, ma il vento, generalmente molto apprezzato dalla sottoscritta, ha ulteriormente ritardato l’arrivo delle giornate tiepide della primavera. Forse sono ancora legata ad un altro tipo di microclima della primavera e non mi sono ancora resa conto di vivere in un posto in cui le stagioni sono diverse da quelle della città. Ma è possibile in aprile, con un sole limpido e splendente dover bubbolare dal freddo come a gennaio? L’effetto della durata in eccedenza di queste temperature sicuramente mi accentua l’esasperazione, ma sono proprio questi momenti in cui mi vedo contrastare con la natura di questi luoghi, senza peraltro riuscire a sfangarla, visto che io rimango qui a bubbolare e il clima resta sempre lo stesso ogni anno. In realtà sto cercando un pretesto che mi faccia smuovere da questo torpore in cui sono nuovamente caduta ed il susseguirsi delle stagioni difficilmente sarà sufficiente. Non credo neanche alla "forza dell’amore" di una nuova avventura che mi possa trascinare via dalla melma in cui sto affondando. Tuttavia credo che tutto questo periodo rappresenti una sorta di contrappasso secondo cui non andrò mai in pensione, perché mi sono presa il pensionamento precoce, molto precoce: vivo di stenti a tratti mantenuta, gioco spesso con la mia bambina, mi intontisco davanti alla televisione, leggo, non ho nessuna relazione…Suppongo che nella vita, se mai avrà inizio, lavorerò fino alla fine dei miei giorni, avrò la mia dovuta storia d’amore e lascerò crescere Zoe con le sue risorse acquisite nell’infanzia. Me lo auguro.


postato da: rachelenoferini alle ore 08:04 | link | commenti
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giovedì, 06 aprile 2006

L'intenzione non è certo quella di diventare una bloker, ma mi piacerebbe prendere il via a raccontare gli affari miei, magari leggendo qualche commento in più, anche se nessuno sa l'esistenza del mio nuovo punto di reperibilità. Lo so dovrei parlare dei massimi sistemi o dell'agghiacciante attualità per meritarmi una qualche forma di corrispondenza con un ipotetico pubblico di lettori; ma per ora non mi sento in grado di stupire con effetti speciali. A dire la verità vorrei tanto essere ispirata da qualche provocazione. C'è un programma su rai2 il giovedì mattina in cui si parla di montagna in ogni suo aspetto: cominciano parlando delle previsioni metereologiche, poi fanno un po' di promozione alle diverse località sciistiche per poi passare al racconto di quei posti dimenticati da tutti e da tutto, spesso abitati da persone anziane che nessuno mai convincerà a staccarsi dalle proprie case vecchie, ma dense di ricordi e significato. Mi crea una sensazione insolita il pensiero che la popolazione contemporanea preferisca abbandonare i posti più salubri a favore di quelli insani, stressanti e affollati; capisco che il lavoro circola nei vari centri economici della società. Ma la tecnologia dovrebbe essere rivolta a farci vivere meglio, quindi in condizioni più agevoli alla nostra salute. Dopo tutto "quando c'è la salute c'è tutto"...E invece no, sembra che quando c'è il lavoro e magari molto redditizio per poter consumare al massimo, allora una persona è considerata a posto. Mi viene sempre più spesso il pensiero di vivere ai limiti della povertà o per lo meno ai minimi dei consumi pensando veramente in primis alla saluta mia e di mia figlia e non è vero che nuoto e danza sono necessarie per la salubrità fisica e mentale. Camminare per esempio è molto importante e vivere in una città multiaccessoriata non ti permette di apprezzare questa dote di cui ciascuno di noi possiamo usufruire.

postato da: rachelenoferini alle ore 08:51 | link | commenti (1)
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martedì, 04 aprile 2006

Mi ritrovo di nuovo sola di mattina, sola con i miei amici libri e progetti da studiare. La mia bambina si è felicemente rituffata nei suoi progetti da realizzare. So che può sembrare una cazzata, ma non è affatto semplice controllare questi sbalzi di energia dovuti dalle presenze e dalle assenze di un esserino di quattro anni e mezzo. Tutto sarebbe più semplice se anch'io avessi dei ritmi imposti per cui sottoporrei la bimba alla mia presenza-assenza secondo ritmi socialmente normalizzati. Il semplice fatto che la sera non riesco ad alzarmi dal letto dopo che lei si è addormentata, la dice lunga su come io sia slegata dai tempi voluti dall'orologio degli adulti. Credo che questo periodo sia una preparazione a qualcosa che mi si presenterà in un futuro prossimo, anche se non so cosa mi potrà riservare l'avvenire. Si dice che il destino lo si può anche costruire con le proprie mani, ma in questo momento non mi sento particolarmente brava in quanto a creatività.

postato da: rachelenoferini alle ore 08:55 | link | commenti
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