NON SO SCRIVERE E VE NE ACCORGERETE
Quasi giugno
Anche questo mese volge al termine ed io mi sento sempre più indietro, con la testa soprattutto. Il problema è che sono convinta di non farcela neanche se mi mettessi legata al tavolino, pensando solo a ciò che devo fare, e allora sperpero il mio tempo a destra e a manca. Vedo che le persone con un ruolo ben preciso nella vita, lo svolgono diligentemente tutti i giorni, non senza difficoltà, ma con costanza e più si va avanti e più io mi sento improbabile in qualsiasi ruolo. Ecco perché non mi smuovo, perché non mi vedo da nessun’altra parte del mondo. Lo so che presto potrebbe prendermi un’altra crisi nervosa, oppure un attacco di noia stratosferica, ma sento che l’unica cosa che in questo momento mi farebbe muovere sarebbe la proposta di guadagnare qualche soldo immediato, senza tanto l’utilizzo del cervello.
Norvegia e discorsi
Non vorrei limitarmi alle cronache dei miei fine settimana, ma il fatto è che nei giorni feriali tutto scorre talmente ritmicamente che difficilmente succede qualcosa da suscitarmi la voglia di scrivere. Inoltre non sono neanche il tipo di mettermi a commentare eventi di cronaca, a meno che non succeda qualcosa che colpisce particolarmente il mio interesse. E invece sono bugiarda, perché giovedì scorso ho passato una serata come quelle di qualche tempo fa’: il concerto dei Motorpsycho a Rimini. Eravamo Fabio, Biagio, Isacco ed io, partiti più o meno alle sei di pomeriggio e dopo un viaggio immersi nella musica della macchina a tutto volume, siamo arrivati al Velvet, che sembrava semi vuoto, ma dopo le prime note dei fantastici norvegesi, si è riempito la platea ed è cominciata una performance mai sentita. Due ore e mezzo di completa immersione nei loro vortici sonori, pezzi vecchi o nuovi, non aveva importanza, l’unica cosa che contava era la musica, ben volumizzata e profondamente eseguita. Il viaggio di ritorno è stato un po’ rocambolesco, fra le varie fermate agli Autogril, la polizia e le gicanes a cui ti sottopone il tratto appenninico dell’autostrada. Fatto sta che non sono riuscita ad addormentarmi e a casa ci siamo arrivati solo verso le cinque e mezzo. Ma nonostante tutto ripartirei anche adesso per questo tipo di evento. Ieri sera la festa di compleanno con pizza annessa a casa di Isacco è stato un successo strepitoso, come volevasi dimostrare e sarei andata aletto anche prima se solo la Zoe lo avesse voluto perché non mi sento più in grado di sostenere una serata all night long. Comunque pizze buonissime, gente divertente, padrone di casa impeccabile. Mi verebbe la voglia di chiedergli di farle più spesso queste seratine, magari con meno gente, ma con la stessa sostanza. Una parola sugli assenti: più vado avanti e più mi rendo conto che certa gente se non ha ruoli da protagonista, rifiuta completamente la scena, ma allora mi chiedo, vale davverro stare a sentire quello che hanno da dire nei loro momenti di gloria? Sono molto scettica al proposito.
Posti e gente
Fine settimana piuttosto caratterizzato da sensazioni controverse. Tutto è cominciato con un bellissimo spettacolo di danza che sono andata a vedere a Pescia; mi è piaciuto talmente tanto che mi sarei potuta rinchiudere in casa per il resto della settimana e godere dei benefici delle sensazioni che la serata è riuscita a suscitarmi. E invece ho voluto fare la donna moderna che dopo il teatro continua la serata a zonzo. Devo dire che mi sono trovata piuttosto bene con i miei compagni di merende, ma una volta tornata a casa non ho potuto fare a meno di notare il vuoto che matematicamente mi prende quando entro nel letto da sola. Il sabato è stato felicemente allietato dalle prove dello spettacolo di Zoe, che dopo il meritato riposo e il dovuto rifocillamento, ho voluto portare a sentire Giacomino che suonava. Sarà stata l’ora tarda, sarà stato l’ambiente visto da un punto di vista diverso, ma non vedevo l’ora di tornare a casa e di mettermi a raccontare favole alla mia bambina. Certi posti e certa gente assumono possono assumere significati profondamente diversi e spesso contrastanti; spero di non aver troppo compromesso il ruolo che deve avere per me quel Pub e quella gente. Parlando di ieri, devo dire che altri posti, intendo quelli dell’infanzia densi di ricordi di oggetti vissuti, di paesaggi impressi nella memoria, questi sì che hanno significato al di là delle persone che ti circondano, di quello che ci vai a fare; vedere giocare mia figlia nello stesso prato dove io ho passato le mie estati più divertenti penso sia la soddisfazione dovuta ad un senso di pace interiore che le cose anche se cambiano, se sono belle restano tali per tutta la vita. Saranno state le acacie in fiore, sarà stata la tiepida giornata di maggio, ma il mio giramento di cosiddetti dovuto al fatto che mi accingevo a trascorrere l’ennesima domenica in famiglia, si è disperso nel vento.
Temperatura
E’ tornata anche la Yuma e adesso non ho più scusanti per rimandare le mie uscite sportive, non che mi abbandoni la voglia, ma ho l’impressione di non riceverne i benefici che mi aspettavo. Certo male non mi farà e allora molto meglio correre un po’ che imprimere la forma del mio fondoschiena sul divano. Senza contare che oggi è tornato a farci visita il sole, ovviamente insieme al vento ed è obbligo di celebrarlo ogni qual volta si degna di apparire, visto che quest’anno non si sta impegnando molto. Ieri in città erano più di 25°C, ventilati, ma caldi; qui c’era un vento spaventoso, cielo coperto quasi ad acqua e soprattutto un freddo che ho dovuto lottare con i miei piedi ghiacci per tutta la giornata. Mi chiedo, vale la pena stare bene per due mesi l’anno grazie clima più fresco, l’aria meno densa di schifezze tipiche della città in estate, e trascorrere i restanti dieci mesi a combattere con pioggia, vento, neve e tutto il resto? Sì, certo, resta il fatto che l’aria è sempre molto pulita e respirabile rispetto ad altri posti, ma quando uno non sopporta l’essere sempre vestito come per scalare una montagna, quando comunque si deve scendere a valle per lo svolgimento del vivere quotidiano. Cambiando discorso mi sto rendendo sempre più conto che non sto producendo niente e che comunque consumo e neanche poco, perché non lavorando è più facile che sia attratta da eventi mondani, piuttosto che da impegni di vario genere. E’ una sensazione lumacosa, cioè mi sento viscida e come un peso morto, ma non so come fare ad uscirne, visto che se mi metto a lavorare non studio e che se studio continuo a sentirmi appesa ad un filo che si indebolisce sempre di più. Passo giornate in cui mi convinco che tutto andrà bene e che ho tutte le doti per poter riprendere in mano la mia vita per vivere degnamente, e momenti in cui tutto mi sembra irrimediabilmente pesante.
Maggio
Bellissima esperienza quella di questo fine settimana, forse un po' troppo onerosa per il mio tempo da spendere per argomenti extra, ma credo che a volte faccia bene interessarsi a qualcosa di altro. Purtroppo le condizioni atmosferiche non hanno allietato questi due ultimi giorni di festa, ma la coppia Zoe -Rachele va fortissimo. Niente canti a Maresca, fra poco partiamo per Santa Brigida e domani inizia la settimana impegnativa per la mia piccola. Fortunatamente si tratterà di una fatica istruttiva e vedremo se darà i suoi frutti. Per quanto riguarda il mio cervello penso che si stia del tutto deteriorando, specialmente dopo sabato sera; io ho fatto solo una domanda e per risposta non ho ricevuto niente di intelligente. Sono sempre più convinta della nullità di questa cosa.