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giovedì, 11 gennaio 2007

LE FORMICHE

Ho capito, bastava dirlo che non mi si può più leggere da quanto sono inaridita. A me generalmente non piacciono le sfide, ma sapere che quello che scrivo non suscita neanche il più insignificante dei commenti , mi tira fuori un non so che di pizzicorino allo stomaco, che non è assolutamente orgoglio, ma sicuramente fa sì che da qui in avanti cercherò di porre più attenzione alla descrizione delle avventure del mio cervello. Non dico di volere 72 commenti come nel blog di Linus di Radio dee-jay, ma mi piace solleticare le menti altrui. Sono in attesa di un responso di un esame scritto che neanche credevo di riuscire a sostenere e dopo tanto tempo mi è ricapitato di sognare quello che potrebbe accadere al momento fatidico. Meglio non raccontare troppo, altrimenti passo per quella mente malata che sono in realtà, basta solo dire che mentre me lo restituivano ( in sogno) facevano vedere a tutti i presenti come ero stata disordinata a scrivere, meravigliandosi di come una persona che ormai era alla fine degli esami potesse essere così irrispettosa nei confronti dei professori che dovevano sforzarsi di leggere nella mia scrittura. Lo so che questi non sono argomenti su cui poter fondare nessun dibattito esistenziale. Ma forse per me in questo momento l'unico tema su cui sono disposta a discutere è proprio la miniaturizzazione dei problemi, cioe l'importanza assoluta di tutto ciò che passa nel cervello delle persone con la stessa dimensione di una formica. Come microcosmo, il film. Ma nel cervello. Sono malata? Decisamente no.


postato da: rachelenoferini alle ore 08:58 | link | commenti (10)
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Commenti
#1    11 Gennaio 2007 - 09:33
 
non sei malata. sei solo viva. un abbraccio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente candace

#2    11 Gennaio 2007 - 14:44
 
Allora non mi trattengo più e commento.
La malattia è alla nascita.
La vita è la cura.
Lunga tutta la vita.
Alla fine soltanto siamo "sani".
E io voglio curarmi con te.
E che tu sia quella persona che mi vede sano proprio la sera prima di...
R.Il tuo stercoraro.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente scaldini

#3    11 Gennaio 2007 - 20:33
 
Grande,così si fa.
Non è che dobbiamo minimizzare i problemi perchè non ne abbiamo.
Aspettiamo di averli,perchè arriveranno,ma fino ad allora pigliamocela comoda.
Io per esempio camperò tre caate...e allora?Foo con le limonate.
Se ci pensi,questo è un bel momento per te.GODITELO.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Johnnybromuro

#4    12 Gennaio 2007 - 12:34
 
Ciao, confesso di non aver tanto capito la seconda parte del post, ma di sicuro è il mio cervello che è all'ammasso.

Riguardo alla prima dico l'ovvio, ma poi mentre lo dico capisco che l'ovvio non esiste e quindi magari è meglio dirlo, a costo di sembrare banali.

Vengo al sodo. Un conto è la bellezza e la bontà di quel che scrivi. Un altro è il marketing.

Davvero.
Sono due cose totalmente diverse e, per molti aspetti, che si escludono a vicenda.

I blog sono tutti delle misere autocelebrazioni, quindi hanno un'anima innegabilmente markettara. Molti blog (anche, anzi specie, con pretese di talento, profondità etc...) che si vedono sono (in senso relativo al sottoscritto, è ovvio, ma la varità in sè può esistere solo in ambito religioso no?) spazzatura che, privati del marketing, sono vuoti.

Non è, per quel che possa contare il mio parere, il tuo caso. Mi pare che tu descriva essenzialmente quello che fluisce in te, senza preoccuparsi più di tanto del macrocosmo.

Mi sembra per inciso la prospettiva più giusta perchè gli eventi del macrocosmo se tali restano per il singolo è come se non esistessero. Ma vabbè, non divaghiamo, anche perchè un'osservazione del genere ("scusate ma se arriva un tifone in Bangladesh, in fin dei conti, che mi cambia?") mi provocò commenti sdegnosi e provvedimenti quasi disciplinari in quel delle scuole elementari carradori nei lontani anni 70.

Se questo è davvero lo scopo non conta quanti sono i commenti nè in sintesi come sono. Conta solo se ti aiuta a capire chi e a far capire almeno per un 1% in più chi sei a chi è in grado di capirlo. Gli strumenti in questo caso sono lo scavare in se stessi, il richiamare episodi particolari che magari per il 99% della gente non sono neppure comprensibili, il disinteresse il sintesi del macrocosmo come elemento programmatico.

Se non lo è ci sono altri strumenti. I META TAG, i file robots.txt nella cartella principale. Le strategie di comunicazione. Il posizionamento nei motori di ricerca. Il contatto su notizie fresche e di facile diffusione. Le ricerche di mercato per capire cosa tira in quel momento. E via di schifo in schifo (almeno per me...).

Strumenti diversi per scopi diversi.
Come ti insegnano ai corsi di marketing, in sintesi.

Mah, qualcosa avrò voluto dire ....

Ludo.
utente anonimo

#5    13 Gennaio 2007 - 16:53
 
Ho la pretesa e la sensazione di aver capito qualcosa. Rachele
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente rachelenoferini

#6    15 Gennaio 2007 - 09:00
 
Grande! A conferma del fatto che nella comunicazione quello che contà è il ricevente ...... o meglio conta di più rispetto al messaggio (contraddittorio e forse un po' spocchioso e saccente in questo caso) o all'emittente (che in questo momento raggiunge livelli di dissociazione mentali che qualche anno fa non erano nemmeno ipotizzabili).

Ciao!

Ludo.
utente anonimo

#7    16 Gennaio 2007 - 18:12
 
secondo me avete tutti bisogno di drogarvi di più per pensare di meno.
la masturbazione sinapsica fine a se stessa raramente giova alla stabilità psico-fisica dell'individuo.
utente anonimo

#8    17 Gennaio 2007 - 09:49
 
Chiunque tu sia con un commento del genere dimostri di essere una mostruosa testa di cazzo.

(le mie scuse a Rachele per la volgarità lasciata sul tuo blog, ma questo utente anonimo me l'ha proprio tolta di bocca).

Saluti

Ludo.
utente anonimo

#9    17 Gennaio 2007 - 14:13
 
Ora e sempre SCUSA LUDO(ti suggerisco un argomento per il tuo blog partendo dal racconto di quella mitica giornata...e di quanto si cambia!).
Per il resto ti ringrazio perchè mi dai modo di intervenire.
"la masturbazione sinapsica fine a se stessa" è una delle frasi più belle che abbia mai sentito dire. C'è una masturbazione non fine a se stessa? Cioè alla ricerca del piacere? Se c'è illuminatemi! Sono circa 5500 volte che sbaglio! Chissà quante volte potevo cambiare il mondo!!! D'altra parte si sa "una sega in meno in toscana salva una farfalla in asia" no no ho sbagliato deve essere "una sega in meno in toscana fa battere le ali di una farfalla in perù". E'così? Vero? Sì?
O forse mi devo drogare di più?

E pensare che certi babbi se se ne fossero fatta una in più di seghe...
R.
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#10    18 Gennaio 2007 - 14:26
 
Eh, non c'è mica da incazzarsi! Però, vedi, incazzarsi rende. Allora fallo più spesso.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mummuu

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