NON SO SCRIVERE E VE NE ACCORGERETE
LE FORMICHE
Ho capito, bastava dirlo che non mi si può più leggere da quanto sono inaridita. A me generalmente non piacciono le sfide, ma sapere che quello che scrivo non suscita neanche il più insignificante dei commenti , mi tira fuori un non so che di pizzicorino allo stomaco, che non è assolutamente orgoglio, ma sicuramente fa sì che da qui in avanti cercherò di porre più attenzione alla descrizione delle avventure del mio cervello. Non dico di volere 72 commenti come nel blog di Linus di Radio dee-jay, ma mi piace solleticare le menti altrui. Sono in attesa di un responso di un esame scritto che neanche credevo di riuscire a sostenere e dopo tanto tempo mi è ricapitato di sognare quello che potrebbe accadere al momento fatidico. Meglio non raccontare troppo, altrimenti passo per quella mente malata che sono in realtà, basta solo dire che mentre me lo restituivano ( in sogno) facevano vedere a tutti i presenti come ero stata disordinata a scrivere, meravigliandosi di come una persona che ormai era alla fine degli esami potesse essere così irrispettosa nei confronti dei professori che dovevano sforzarsi di leggere nella mia scrittura. Lo so che questi non sono argomenti su cui poter fondare nessun dibattito esistenziale. Ma forse per me in questo momento l'unico tema su cui sono disposta a discutere è proprio la miniaturizzazione dei problemi, cioe l'importanza assoluta di tutto ciò che passa nel cervello delle persone con la stessa dimensione di una formica. Come microcosmo, il film. Ma nel cervello. Sono malata? Decisamente no.
