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mercoledì, 07 marzo 2007

Ieri sera mi sono chiusa a riccio per un qualsiasi motivo a portata di mano. E' scientifico, nei momenti di pienezza devo cercare il vuoto, per mantenere sempre un piede sulla terra, per non volare troppo in alto. Vorrei essere una di quelle donne che non deve chiedere mai niente a nessuno, ma solo raccontare le sue sempre nuove ed eccitanti imprese. Devo dire che le mie cose le ho fatte, nonostante tutto. Ma in me rimane sempre quell'insoddisfazione di fondo che per molti è sinonimo di stimolo al progresso, mentre per me può facilmente portarmi ad uno stato di catatonia totale. Mi rendo conto che da un po' di tempo a questa parte ho imparato a reagire, ma il fatto che sia proprio sintomatica la presenza dell'ansia da caduta nel baratro, mi fa stare sulle spine e mi aiuta a non dimenticare il mio pasticcone serale. "Ho tante cose da fare..." e sono convinta che le farò bene prorpio perchè saranno imperfette. Vorrei solo strappare dalla mia mente quell'istinto all'approssimazione, all'insofferenza.


postato da: rachelenoferini alle ore 09:15 | link | commenti (4)
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Commenti
#1    07 Marzo 2007 - 16:15
 
Il discorso dell'uomo che non deve chiedere è una balla clamorosa con cui noi uomini abbiamo dovuto comunque confrontarci.

Fossi in te, visto che non esiste un mito della "donna che non deve chiedere" (per lo meno, non così forte come il precedente) coglierei l'occasione per dedicare a quella tipologia di donna il tempo che merita.

Conta essere se stessi e basta. Il resto per me è fuffa.

Ciao Rachele!

Ludo.
utente anonimo

#2    08 Marzo 2007 - 11:51
 
Che fatica , però, riuscire a capire chi è se stesso/a !!! Ho 32 anni e comincio adesso a vedere in lontananza la sagoma di cosa potrei essere io veramente in questa vita. Sarà per questo che ho voglia di trascorrere le mie vacanze estive in un faro?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente rachelenoferini

#3    08 Marzo 2007 - 12:40
 
Un mio amico mega cintura nera di non so quale arte marziale una volta mi ha detto questo.

Quando cominci a studiare le arti marziali capisci che devi imparare una serie di movimenti.

Con l'esercizio capisci poi che la chiave di tutto è l'equilibrio e quindi provi a cercare questo fantomatico equilibrio nella tua posizione, nel tuo modo di essere e via dicendo.

Dopo un po' di anni ancora capisci che non c'è un equilibrio e comunque non conta più di tanto. Quello che è importante è la capacità che hai sviluppato cercando proprio quell'equilibrio perfetto che non esiste di sentire cosa perturba il tuo stato e di adattarti di conseguenza con degli aggiustamenti sempre più impercettibili.

Ecco qui credo sia un po' la stessa cosa. Il percorso conta quanto la meta. Anzi molto di più.

Per cui buon viaggio (a te e anche a me........).

Ludo.
utente anonimo

#4    08 Marzo 2007 - 19:30
 
Vorrei che facessi una prova.
Stacca il sonoro e guarda cosa vedi intorno a te.
Ganzo eh?
E' tutto quello che ti serve per volare sapendo l'esatta altitudine,vivere imprese abbastanza eccitanti ma non così tanto da lasciare vuoti successivi,stare nel catatonico perimetro delle braccia di quell'omone ingombrante ......ma caldo come un ballotto.
Non saprei dirti se parlo di cose approssimative ma di sicuro parlo di cose semplici.

OVVIA....e ora che ho pontificato vo a piangere su tutto quel monte di merdoseazioniconditedainsoddisfazionierimpianti che sono la mia vita.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Johnnybromuro

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